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3 settembre 2010
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Ecco i testi candidati!
TRA I TESTI CANDIDATI ANCHE... (aggiorna questa pagina per vedere nuovi testi!)
Lola F.
di Paola Amerio
Genere:
Estratto scelto dall'autore:
Posato il registro ormai traboccante di circolari sulla cattedra, inizio con poca grinta il lavoro dalle prime file, quelle vicino alla finestra, ma la mia attenzione viene immediatamente catturata dalla lavagna. La metà sinistra è insolitamente intonsa e pulita, quella destra invece è lordata dalla seguente scritta: “Fathia ha la fica cucita“. Segue disegnino.
Lo stomaco risponde alla sfida lanciandomi immediati segnali di nervosismo ma la ragione, mettendo a dura prova quella capacità di autocontrollo che, in quanto educatrice, dovrei possedere in ogni circostanza, mi impone calma. Il malessere però, è presto costretto a lasciare spazio all'urgenza di trovare una soluzione prima dell'arrivo dei ragazzi.
Cancellare il nome della vittima e lasciare intatto il resto mi sembra la cosa giusta da farsi, la privacy di Fathia esige rispetto anche se non sarà difficile per la classe indovinare a chi sia rivolta l'ingiuria.
Ecco giungere i primi alunni mezzi addormentati, che come al solito entrano senza neanche un saluto, bramosi soltanto di stravaccarsi ai loro posti. Paolo Binetti, quello del secondo banco, dopo essersi pulito con cura gli occhiali appannati dal freddo, nota la scritta e sghignazzando dà una eloquente gomitata al compagno, ma il mio sguardo severo blocca all'istante ogni prosieguo alla vicenda. Quando la classe è al completo, stranamente silenziosa e visibilmente agitata, trascorro qualche minuto fissando lo sguardo su ognuno di loro, lasciandoli in attesa di una mia parola che, volutamente, tarda a uscire. Poi, mi alzo in piedi e, cercando di mantenere un tono di voce dignitoso, comunico che oggi non ci sarà il previsto compito di economia, sostituito dal seguente tema: “La limitazione della libertà personale imposta con la violenza non è mai giusta, neppure se deriva da un'ideologia ritenuta sacrosanta dalla cultura o peggio, dalla religione di un popolo.”
Sembra superfluo, ma invito i ragazzi a motivare le proprie argomentazioni non dimenticando mai che quella persona oltraggiata un domani potrebbe essere ciascuno di loro.
Il primo della classe alza la mano e chiede delucidazioni su come intestare il foglio, domandando ansioso se la verifica sarà oggetto di valutazione.
Fathia intanto osserva con insistenza la penna senza sollevare mai lo sguardo dal foglio.(inviato il 21/03/2010)
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