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6 settembre 2010
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I TESTI CANDIDATI!
Dimensioni parallele
di: Monica Figus
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Estratto scelto dall'autore:
“Lamudren la guardò intensamente negli occhi e questa volta, così come la prima che l’aveva incontrata, si sentì privare del respiro che in ogni momento lei riusciva a fargli mancare. Claren, così fragile, ma allo stesso tempo potente. Lei era l’unica in grado di renderlo vulnerabile. Amanti destinati ad un percorso fatto di attimi fuggenti e luoghi d’incontro proibiti, si sentiva in colpa per il pericolo che le faceva correre ad ogni loro passionale unione. Ma lui, anche se distante, era romantico ed irruente allo stesso tempo, capace di farla innamorare ogni volta”.
Nicole, interessata da sempre alla magica arte della scrittura, comprese sin dai primi giorni che la professione intrapresa non sarebbe stata poco impegnativa. Di certo lei con le sue tesi non avrebbe cambiato l’idea dell’intera umanità, ma da sempre credeva di poter avvicinare altre persone al suo mondo, pur vivendo in una realtà che del fantastico non ne voleva sapere. Impegnata in un lavoro pesante quanto appagante, le piaceva immaginare, rendendo partecipi del suo regno ideale quelle persone che come lei credevano davvero in quel che scrivevano. Ingaggiata come scrittrice per una rivista sulla ricerca del paranormale, adorava scrivere pagine e pagine su possibili mondi paralleli, porte dimensionali, varchi temporali e quanto più riguardante una realtà inverosimile e affascinante. Si avvicinò alle stesure dei suoi ultimi testi che aveva ritagliato dallo stesso mensile per poterli archiviare nel suo book personale, scritti per la rivista un paio di mesi prima. Il paranormale l’affascinava talmente tanto da riuscire a fondere le parole rivelate da ricerche e profonda convinzione, all’immaginazione che in Nicole aveva sempre avuto qualcosa di molto più che fantastico. Quelle immagini nella sua mente prendevano forma, proiettando lei stessa e il sogno di un grande amore che forse un giorno sarebbe arrivato, in una rappresentazione fatta di magia, esoterismo e sfondi soprannaturali. […] Aveva imparato a ignorare le idee completamente scettiche del pubblico. Continuava a scrivere perché le piaceva, non era solo un lavoro, era una passione. Calandosi in dimensioni pseudoscientifiche ogni giorno, non faceva altro che desiderare di vivere tali esperienze. Se non nella realtà, almeno nella sua mente. Scrivere le piaceva così tanto che ormai il suo lavoro non le bastava più, le sarebbe piaciuto creare romanzi con i protagonisti nascosti nei suoi pensieri…
(continua...)
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