6 settembre 2010

I TESTI CANDIDATI!


Sfumature d'accento
di: Stefania Sanlorenzo

Estratto scelto dall'autore:
Ieri, 1987, in volo.
Il rombo del motore era forte.
Stephanie pensò di voler essere lì e in nessun altro posto con la stessa emozione.
Aveva diciotto anni e non era mai stata lontana da casa.
Aveva lunghi capelli ramati e morbidi, occhi castani molto scuri.
Aveva una figura armonica, snella e scolpita dall’esercizio fisico costante e preciso di una giovane danzatrice classica.
Aveva un nome musicale dall’accento francese sulla: “i”.
Aveva una voce melodica adatta a pronunciarlo. (…)
Le sfumature si percepiscono dopo la visione d’insieme.

Oggi, 2007, su di un altro volo.
Il respiro si modifica, il battito del cuore aumenta e la mente fatica a comprendere che la veglia è giunta improvvisa.
“Calma! Va tutto bene”. La voce è profonda e rassicurante. “Brusco risveglio?”. L’uomo la fissava accennando il suo solito sorriso caldo e avvolgente.
Stephanie aprì gli occhi e guardò in quelli di lui, indiscutibilmente chiari ma di una tonalità così intensa da sembrare neri.
La donna sorrise al viso che stava osservando.
David Spencer.
“Stavo sognando”.
“L’ho pensato. Bello o brutto?”
“Antico”.
(…)
Sì, un tempo era stato tutto così.

Ieri, in palestra.
“Domani fammi ballare con lei”, Peter era nel corridoio della scuola vestito di un paio di jeans stracciati, una t-shirt sformata rosso cupo e scarpe da ginnastica con un bel buco sull’alluce destro.
Sally lo squadrò in silenzio.
“Cinque minuti dopo la lezione” concesse, lapidaria.
(…)

MUSICA…
“Word Up” dei Cameo a tutto volume spacca timpani. La palestra è una cassa di risonanza.
Peter salta.
Gira.
Grand jeté.
Muove le spalle e i fianchi tenendo il ritmo.
Pirouettes: tre giri. Divarica le gambe in un échappé in seconda posizione sui talloni.
Ha le scarpe da ginnastica, infatti, nota Stephanie che è sulla porta.
“Cinque sei sette otto…” e la testa della ragazza tiene il tempo…
Poi in quel centimetro quadrato fra corridoio e palestra gira sulle mezze punte a gambe appaiate.
E il ballerino la vede.
Un segno con la mano e Stephanie entra in palestra.

Oggi, a casa.
David voleva una nuova vita… una nuova casa per loro? (…)
E l’indirizzo di una scuola di danza gestita da una perfetta sconosciuta.
L’idea della scuola di danza non la convinceva.
Danza è movimento, arte, armonia.
Danza è pensiero.
E per Stephanie adesso è ricordo.
(Ma…)
“Ti sei fatta sorprendere a ballare?” le domandò a bruciapelo Simona, quando Steph li ebbe raggiunti.
(continua...)

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